“Giovane adulto. La terza nascita” (2014) di Matteo Lancini e Fabio Madeddu è una lettura incisiva, capace di cogliere nel profondo le dimensioni emotive e relazionali che caratterizzano una fase del ciclo di vita, quella della giovane adultità, che ad oggi sta ricevendo sempre più attenzioni.
Spesso la fase di vita del giovane adulto viene raccontata come una semplice zona di passaggio tra adolescenza ed età adulta, quasi fosse un territorio indefinito. In realtà si tratta di un periodo ricco, complesso e profondamente trasformativo, con sfide e potenzialità proprie. Ed è proprio di questo che parlano Lancini e Madeddu.
L’incertezza, la mobilità e la fluidità che caratterizzano la società contemporanea incidono profondamente sulle esperienze dei giovani adulti. Allo stesso tempo, molte famiglie tendono a prolungare nel tempo legami di protezione e vicinanza che, pur offrendo sostegno, possono rendere più difficile il processo di separazione e di costruzione di una piena autonomia.
In questo scenario, diventare adulti non è più un passaggio rapido e definito, ma un percorso graduale fatto di tentativi, esplorazioni e scelte.
Il giovane adulto si trova infatti in una posizione particolare: non è più adolescente, ma non ha ancora raggiunto la stabilità tipica dell’età adulta. Questo lo pone davanti a un passaggio cruciale: diventare progressivamente protagonista del proprio percorso di vita.
Questo periodo è spesso attraversato da una tensione tra possibilità e responsabilità. Da un lato c’è il desiderio di esplorare e mantenere aperte diverse strade; dall’altro emerge la necessità di scegliere, impegnarsi e assumere decisioni che avranno conseguenze durature.
La conquista dell’autonomia, il confronto tra il desiderio di sperimentare e la necessità di prendere decisioni, il dialogo tra modelli familiari interiorizzati e nuove identificazioni più aperte al mondo, sono temi centrali che organizzano la vita psichica del giovane adulto.
IDENTITÀ E RELAZIONE
Uno dei temi centrali di questa fase è la costruzione dell’identità sociale. Il giovane adulto non è soltanto chiamato a definire chi è, ma anche a trovare un ruolo riconosciuto nella società.
L’ingresso nel mondo del lavoro, la definizione di un percorso professionale e il confronto con le aspettative sociali diventano quindi passaggi decisivi. A differenza dell’adolescenza, in cui l’identità può essere sperimentata in modo più fluido, in questa fase emerge una richiesta più concreta: dare forma a una posizione nel mondo.
Questo processo può generare tensioni. Le decisioni sembrano oscillare tra il registro del “per ora” e quello del “per sempre”. Scegliere significa infatti rinunciare ad altre possibilità, confrontandosi con il limite e con la finitezza delle proprie traiettorie di vita.
“Tutti siamo stati giovani adulti e tutti saranno sempre giovane adulti, all’interno di un dinamico e complesso rapporto tra la continua ricerca di un appoggio esterno e l’acquisizione di responsabilità interna”
Accanto all’identità sociale, anche la dimensione relazionale assume un ruolo fondamentale. Le relazioni affettive diventano uno spazio privilegiato in cui il giovane adulto sperimenta il passaggio dall’esigenza narcisistica di rispecchiamento alla costruzione di legami fondati su reciprocità, responsabilità e progettualità condivisa.
Parallelamente si sviluppa il tema dell’autonomia affettiva. Separarsi, interiormente e concretamente, dalle figure genitoriali rappresenta uno dei passaggi più delicati di questa fase. Non si tratta semplicemente di prendere le distanze, ma di costruire una propria modalità di vivere le relazioni, integrando l’eredità del passato con nuove esperienze.
La capacità di amare e di lasciarsi amare diventa così un elemento centrale nella costruzione dell’identità adulta.
ACQUISIZIONE E RINUNCIA
Durante questa fase del ciclo di vita spesso il rapporto con la realtà diventa allo stesso tempo più concreto e più incerto. Temi come la formazione, in quanto interiorizzazione di esperienze, il passaggio, il completamento, il diventare qualcosa di “altro”, l’esplorazione e il vagabondaggio sociale sono tutti cruciali in questa fase, nel loro potenziale trasformativo e contemporaneamente generatore di disagio psicologico.
Tra la molteplicità delle possibilità, insieme alla responsabilità delle scelte, spesso emerge una contesa di natura gratificante tra l’illusione di una possibilità senza tempo e la spinta angosciante alla scelta.
La progettazione relazionale e l’aspirazione adolescenziale si contendono un posto al centro dell’esperienza del giovane adulto, che sente la tensione all’integrazione assoluta e allo stesso modo quella all’indeterminatezza della fluidità sociale.
Questo passaggio può generare sentimenti di disorientamento o di confusione. Il giovane adulto trascorre una fase evolutiva particolarmente soggetta a problematiche di tipo depressivo. Non si tratta necessariamente di segnali di fallimento, ma di passaggi legati alla complessità delle trasformazioni in corso: la sintesi tra la storia passata definita e la libertà, fragile e limitata di natura; il graduale distacco dalle “certezze” familiari, l’assunzione di responsabilità personali, il confronto con l’incertezza del futuro.
FORZA GENERAZIONALE E SCARSA ADATTABILITÀ
Nonostante le difficoltà, l’età del giovane adulto rappresenta una fase estremamente vitale del ciclo di vita. È il periodo in cui si definiscono direzioni, valori e progetti che contribuiranno a orientare il percorso futuro.
Più che un prolungamento problematico dell’adolescenza, questa fase può essere vista come un momento di appropriazione progressiva della propria esistenza. Attraverso esperienze, tentativi ed errori, il giovane adulto è chiamato a soggettivizzarsi e generare in termini relazionali e sociali tra un senso di continuità interiore e una sospensione indefinita.
In questo senso, una scelta più complessa ma umanamente sostenibile, diventa quella di descrivere il giovane adulto non sottolineandone l’incompiutezza, quanto piuttosto come qualcuno che sta attraversando un passaggio fondamentale: imparare a riconoscere le proprie risorse, valorizzare le esperienze e trovare una direzione personale nel mondo.
Tenere a mente la complessità dei compiti evolutivi intrapsichici, relazionali e sociali che segnano il processo di individuazione del giovane adulto è sicuramente un modo efficace per vedere, accogliere e comprendere la sofferenza di cui è portatore.
